Elevarmi

IMPARARE DAI PAZIENTI #5⁣

Elevarmi ⁣

🖋️ Benjamin Gallinaro

In alcuni momenti mi rendo conto di diventare saccente e inflessibile.🧐⁣
Non ne faccio passare una. Sono pronta a calare la mia scure di puntigliosa e svalutante superiorità su chiunque si macchi del reato di inesattezza, approssimazione o ignoranza. 😡👎🏼⁣

Provo uno strano mix di sensazioni: irritazione, orgoglio da rivalsa, ma anche senso di colpa e vergogna nel vedere l’effetto delle mie parole sugli altri.😞⁣

Per anni ho pensato che la causa fosse la mia arroganza e superbia. ⁣
Credermi migliore rispetto agli altri e non fare nulla per nasconderlo, anzi sottolinearlo in modo sprezzante.😤⁣

Adesso ho capito che l’arroganza non era la causa, ma il mezzo.⁣

Era l’unico strumento che sono riuscita ad affinare negli anni per non soccombere all’immagine temuta di me stessa: “stupida e ignorante”. Le stesse parole che da una vita utilizza mio padre per appellarmi, facendomi sentire sbagliata e indegna.😣⁣

“Elevarmi” era l’unica via che conoscevo per difendermi e allontanarmi da quel dolore emotivo. Tuttavia mi tiene distante dagli altri, mi fa sentire disprezzata e non a posto con me stessa.⁣

Adesso so che posso modulare questo atteggiamento. Sentirmi a posto, pienamente degna, anche senza svalutare gli altri.🙏🏼🙆⁣


📷 Photo by Benjamin Balázs on @unsplash⁣⁣

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L’arrampicata

IMPARARE DAI PAZIENTI #4

L’ Arrampicata 🧗🏼‍♂️⁣

 🖋️ Benjamin Gallinaro

 

“L’altro giorno arrampicando mi sono trovato in un punto complicato. Ho iniziato ad avvertire palpitazioni, confusione, paura! In quel momento ho iniziato a massacrarmi di critiche”😖⁣

“Ah! E cosa ti sei detto?”⁣

“Sei un cretino! Ma che c…o ci fai qui? Come sempre hai voluto fare il brillante e adesso sei qui che ti c….i sotto davanti a tutti!” 🤬⁣

“Ci hai messo il carico! E poi?”⁣

“Me ne sono reso conto e ho provato volutamente a sospendere quella modalità. ✋🏼
Ho cercato di trattarmi meglio.
Mi sono detto che ero stato bravo ad arrivare fino a lì, che era accettabile avere paura in quel momento. Mi sono incoraggiato a riposare, respirare, tranquillizzarmi e ripartire” 🌱⁣

“E come ti sei sentito in quel momento?”⁣

“Mi ha dato sicurezza. Maggior fiducia. Mi è calata l’ansia, il battito è tornato più regolare, ho avvertito maggior forza. Sono riuscito a riprendere e a godermi il resto dell’arrampicata” 💪🏼😊⁣

 

📷 Photo by Steve Bruce on @unsplash

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Dalla mia parte

IMPARARE DAI PAZIENTI #3

Dalla mia parte 🤝

 🖋️ Benjamin Gallinaro

“Ricordi quell’evento che stavamo organizzando e che mi creava stress e ansia? 

Mi spaventava il pensiero di dover coinvolgere e intrattenere i partecipanti.

Temevo di non riuscire a esprimermi, di non sentirmi a mio agio, avere la voce troppo bassa o risultare impacciata.”😟

“Certamente! E com’è andata?!”

“Decisamente meglio di come me lo aspettassi! C’era un bel clima, il tempo è volato.

Sono riuscita a interagire piacevolmente con le persone. Ho anche tenuto un piccolo discorso davanti a tutti! 🎙️

Ho visto il pubblico non come un’unica entità giudicante, un plotone d’esecuzione pronto ad esplodere le sue munizioni di critica, 

ma come l’insieme delle singole persone con cui avevo interagito fino a poco prima e con cui mi sarei tornata a relazionarmi subito dopo.

Ne ho visto un lato più umano e benevolo

L’ho sentito dalla mia parte!”💪🏼👏🏼🙋

 

📷 by William Moreland on @unsplash

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Il “Drone interno”

IMPARARE DAI PAZIENTI #2
⁣Il Drone interno 🌀🚁⁣

🖋️ Benjamin Gallinaro

“L’altro giorno i miei genitori hanno criticato la città in cui ho scelto di vivere. L’ho presa come un’accusa personale e mi ha dato fastidio.⁣
⁣Più tardi, ho pensato che con loro mi accade spesso di prendere le cose così e offendermi. Forse è una cosa mia.”⁣

“Cosa ti ha aiutato a fare questa riflessione?”⁣

“Forse prendere distanza. Staccarmi dalla situazione. Come quando un drone si alza da terra e vede le cose dall’alto”⁣

“Hai attivato il tuo drone interno!”⁣

“Sì esatto, possiamo dire così!”⁣


Attivare il “drone emotivo” ci allena ad ampliare il nostro raggio d’osservazione 🔭 , cogliere con maggior lucidità quali reazioni ed emozioni si manifestano nell’interazione con le altre persone e ⁣
gestirle meglio👥⁣



📷 by David Henrichs on @unsplash

⁣ #InMente #psicologia #psicoterapia#benessere #trento

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Snorkeling ⁣

IMPARARE DAI PAZIENTI #1
Snorkeling 🐟🐠🐙⁣⁣

⁣⁣

🖋️ Benjamin Gallinaro

“Sai di cosa sono contenta?⁣⁣
Che quest’estate mi sono sentita più a mio agio a nuotare in mare. Sono riuscita a spostarmi qualche altro metro lontano dalla riva e a osservare con la maschera i pesci, gli scogli e il fondale… Mi sentivo bene ed è stato bellissimo!”⁣⁣
⁣⁣
Uno degli aspetti più emozionanti del nostro mestiere di terapeuti è quando le persone ci rendono partecipi di un’acquisizione, di un piccolo grande successo, di una scoperta che dà loro gioia, senso di efficacia, soddisfazione.⁣⁣
Il nostro mestiere è anche (direi soprattutto) condividere e rafforzare questi aspetti.⁣⁣
⁣⁣
Prendere ossigeno, avanzare, espirare. Osservare con curiosità sé stessi e il mondo che ci circonda.⁣⁣
E poi ricominciare, bracciata dopo bracciata… 🏊⁣⁣
⁣⁣

📷 by Mael Balland @mael_bld on @unsplash
⁣⁣
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Perché procrastini? (…non ha nulla a che fare con l’autodisciplina o con la pigrizia!)

di Benjamin Gallinaro

Qualche mese fa è uscito sulla versione digitale del New York Times, un interessante articolo a firma di Charlotte Lieberman, che inquadra in maniera interessante la “procrastinazione”, un comportamento sicuramente più difficile da pronunciare, che da mettere in atto!

L’articolo ha il merito di non limitarsi a fornire soluzioni pratiche (per altro utili, come problem solving, time management ecc) ma fare luce sul nucleo problematico che dà origine all’attitudine seriale a rimandare, ovvero la “relazione complicata” tra noi e le nostre emozioni.

A chi non è mai capitato…? Trovarci di fronte a un impegno, riprometterci di portarlo diligentemente a termine… e dirottare inesorabilmente la nostra attenzione verso altre attività, magari utili e lodevoli, ma decisamente meno prioritarie. Ed ecco che la raccolta dei documenti per la dichiarazione dei redditi viene rimandata in favore di una bella spolverata alla collezione di vinili. La prenotazione della visita medica è sostituita dal lavaggio dell’automobile (che non puliamo da 6 mesi…), la stesura dell’ultimo capitolo della tesi viene posticipata al termine dell’episodio della serie TV consigliata dal collega… e così via.

Quali sono i motivi che ci spingono a procrastinare?

… leggi la versione integrale dell’articolo sul State of Mind:
https://www.stateofmind.it/2019/08/procrastinazione-regolazione-emozioni/

BIBLIOGRAFIA E RISORSE:

Alla scoperta della PNEI. Intervista a Francesco Bottaccioli

A cura di Walter Boschi,  editing Benjamin Gallinaro

La psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è la disciplina che studia le relazioni bidirezionali tra psiche e sistemi biologici.

La prospettiva e le conoscenze della PNEI possono essere di grande supporto allo psicologo-psicoterapeuta sia sottolineando come le abitudini che coinvolgono il corpo influenzano la psiche, ma anche come il lavoro psicoterapeutico abbia delle ricadute effettive sulla biologia dei propri pazienti..

… continua la lettura dell’articolo su State of Mind:
https://www.stateofmind.it/2019/06/pnei-francesco-bottaccioli/

0:11 – La psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), pur integrando saperi millenari è una scienza “giovane”. Quale definizione potremmo dare della PNEI per descriverla a chi non la conosce?

2:03 – La PNEI integra saperi di diversa estrazione: biologici, psicologici, sociali… Psicologia e psicoterapia come si inseriscono in questo nuovo modello scientifico?

5:37 – La PNEI si apre a posizioni che vanno oltre quelle della medicina “riduzionista e meccanicista”, aprendosi anche alle teorie della fisica quantistica, della complessità e dell’epigenetica. A che punto e quali ostacoli sta incontrando la PNEI in questo processo di transizione?

14:07 – Quale futuro vede per la PNEI e i suoi sviluppi?

 


RISORSE

Puoi trovare altre informazioni sul sito della Società Italiana di Ipnosi:
https://sipnei.it/
https://www.facebook.com/groups/316448708372618/

Bibliografia:
Bottaccioli, F., Bottaccioli, A.G. (2017) .Psiconeuroendocrinoimmunologia e scienza della cura integrata. Edra Editore.

Differenzia…. È tutto dentro la tua mente!


di Benjamin Gallinaro

Sono le 4 del mattino. Tutto intorno è silenzio. La casa tace, così come tutto il palazzo. Da fuori si sente solo il rumore dei netturbini che stanno pulendo le strade. Tutto il resto del mondo dorme… tranne me.

Un brutto sogno mi ha fatto sobbalzare interrompendo il mio sonno ristoratore. La mia partner mi ha tradito e me lo ha brutalmente confessato! Un fulmine a ciel sereno, uno squarcio doloroso in quello che ho sempre pensato fosse un rapporto limpido e consolidato.
Mi alzo e vado verso la cucina, mentre la mia compagna, ignara di tutto, continua beatamente il suo sonno. Mi stiracchio appoggiandomi al tavolo della cucina, provo a bere un bicchiere d’acqua… è solo un incubo – mi dico. Ma la sensazione è vivida. Molto vivida. Assolutamente realistica.
Il mio corpo reagisce a tutto ciò innalzando i livelli di allerta, il respiro si fa più profondo e veloce. Sto sudando e il cuore va all’impazzata. La mente va a ripercorrere, come alla moviola, le immagini del sogno. Sento uno stato di tensione crescente.

E se, sotto sotto, ci fosse un fondo di verità? Non sognerei queste cose se non ci fosse un motivo. Dev’essere successo qualcosa! Forse il collega! O il barista di quel locale che la saluta sempre con tutta quella gentilezza… O l’insegnante di yoga! Maledizione… come ho fatto a non pensarci prima! E come fa a dormire così tranquilla e indifferente mentre il nostro rapporto inizia a sgretolarsi!

Dentro la mia mente si sta consumando un duello incessante: è solo un sogno – dice una parte di me – se lo hai sognato e ci stai pensando, significa che è vero – controbatte incessantemente l’altra.

Mi piazzo davanti alla televisione e cerco di scacciare tutti questi pensieri, ma l’emozione di rabbia e la sensazione che qualcosa non va non mi abbandonano. Decido di non tornare a letto. Meglio restare sul divano, unica isola felice, lontano da chi questa notte mi ha ferito così profondamente.
L’ora della sveglia è ancora lontana, così come la possibilità di riprendere facilmente sonno.
Si prospetta una giornata difficile.

 

A tutti sarà accaduto, almeno una volta nella vita, di essere fermamente convinti che un nostro pensiero, una fantasia, un sogno, legati a una particolare situazione, fossero veri. E a tutti noi, almeno una volta, sarà successo di essere smentiti.

La differenziazione è la capacità di riconoscere il nostro pensiero e la nostra interpretazione degli eventi come un elemento soggettivo e ipotetico, perciò non sempre fedele specchio della realtà.

Mettere costantemente in dubbio i propri pensieri e stati mentali può certamente avere conseguenze sgradevoli. Tuttavia, anche trattare costantemente i nostri punti di vista come dati di fatto, fotografie realistiche e oggettive della realtà, è un atteggiamento che rischia di esporci a molteplici difficoltà emotive e relazionali.

Quali sono gli effetti collaterali della mancata differenziazione?

Sono vari e possono essere intensi e persistenti.
La percezione di costante minaccia negli atteggiamenti degli altri, frutto della credenza granitica che – il mondo è un posto pericoloso, tutti possono fregarti da un momento all’altro.
Lo stato di tensione e scomodità crescente nel momento in cui si materializza nella mente il pensiero di non aver assolto una propria responsabilità, ad esempio aver chiuso correttamente la finestra di casa – sicuramente entreranno i ladri, e sarà colpa mia… già me lo immagino… che disastro.
Lo stato di terrore ansioso che ci attanaglia quando in volo percepiamo con sconcerto i movimenti causati dalle turbolenze, chiaro segno, secondo la nostra mente, dell’ineluttabile e imminente caduta del velivolo.

Ecco perché allenare la capacità di differenziamento ci permette di leggere con maggior chiarezza le situazioni che solitamente possono scatenare automaticamente pensieri negativi, che poi ci portano a vivere emozioni intense e difficilmente gestibili.

Differenziare ci aiuta a non andare in confusione, a conservare lucidità e consapevolezza, a gestire con successo le situazioni di stress e le relazioni interpersonali.

 

Approfondimenti:

  • Dimaggio G, Semerari A (2003). I Disturbi di Personalità Modelli e Trattamento. Stati mentali, metarappresentazione, cicli interpersonali. Editori Laterza https://amzn.to/2muMxlw
  • Dimaggio G, Montano A, Popolo R, Salvatore G (2013). Terapia Metacognitiva Interpersonale dei disturbi di personalità. Raffaello Cortina Editore https://amzn.to/2L5aQ8k